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REPORT del Live di GIANMARIA SIMON "Bagatelle" + MUS "Musiche e Danze del nostro Sud" - DOPPIO LIVE-SET@DIFUORI, 16 agosto 2024

L’abbiamo voluto fortemente, abbiamo chiesto un solo-concert a GIANMARIA SìMON perché volevamo rendere al massimo l’idea di trovarci, noi del pubblico, lì proprio nel momento esatto in cui questi nuovi brani dall’ultimo lavoro discografico prendevano corpo e anima.

Una serata partita nel peggiore dei modi, finita come meglio non ci si potrebbe augurare.

La nostra cucina parzialmente in tilt per uno scarico dapprima intasato e poi bloccato del tutto, corsa veloce ad ovviare al gravoso problema e comunque, l’animo dello staff va all’inferno diretto: “Ma porcaccia miseria! Ma proprio ora? E ora che si fa? Dài, forza!, bisogna fare tutto ammòdo, lo stesso!”. E allora via, cominciamo a far star bene i nostri amici che in tanti son venuti anche stasera!


Gianmaria intanto s’è fatto tutto da solo il sound-check e un po', accidenti a noi!,risente dei malumori nostri che cerchiamo, evidentemente malamente, di non trasmettere fuori, ma tant’è, quando le cose cominciano a storcersi, si rischia poi di non fare le cose come dobbiamo, e come ci piace fare.

Già non ci guadagniamo niente, già ci facciamo un discreto mazzo, e poi….va be’, dài, ora però passiamo alle note positive.


Adesso siamo tutti attorno allo spazio-concerti e ci stiamo preparando ad assaporare una delle serate più belle e intime che abbiamo mai proposto in tanti anni.





L’abbiamo voluto fortemente, abbiamo chiesto un solo-concert a GIANMARIA SìMON perché era nostra intenzione voler rendere al massimo l’idea di trovarci, noi del pubblico, lì proprio nel momento esatto in cui questi nuovi brani dall’ultimo lavoro discografico avevano preso corpo e anima. E davvero questo è quello che è successo. Un silenzioso e partecipe rispetto nasce immediatamente da parte di tutti, rotto qua e là da più sorrisi sbocciati da un'ironica storiella fuoriuscita dal microfono.


E i pezzi se ne passano leggeri, uno dietro l’altro, sulla scia di un’onda buona e positiva, fresca e rigenerante. I testi di Gianmaria Sìmon sono veri e propri lavori di cesello letterario, il suo proporsi è così immediato, diretto e sentito da dentro, che si fa presto ad entrare in un collettivo vortice leggero di buone vibrazioni: ed è allora che si affacciano alla mente certe positive immagini che sono proprie anche di scrittori recenti latinoamericani, versi di chansonniers persi dietro volatilissimi pensieri, storie che sopravvivono solo nel cuore di un sognatore d’altri tempi.

Questo è l’artista-uomo Gianmaria Sìmon, e i consensi, così come gli applausi, riescono sinceri e lusinghieri. Grazie per queste emozioni!





Ah, ma non è finita qui?!? Dici che non è finita ancora la serata? Eh no, mettete da parte le sedie che ora s’inizia a ballare. Forza, dài!


E infatti adesso va in scena MUS (Movimento Unico Sud), un ensemble sempre variabile nella line-up che stasera, per l’occasione, vede avvicendarsi tra chitarra, fisarmonica, tamburelli e voce, lo stesso GIANMARIA SìMON in dolcissima e preziosissima compagnia di MARINA MACRì.


E così ora è lei a prendere decisamente in mano la leva del cambio, lei che comincia a muovere le anche, i capelli, a dar corpo alle danze che più le appartengono, lei di dichiarate origini del Sud Italia, ‘calde e tarantate’.

E ok le danze, i movimenti,... ma è la voce che adesso dà il ritmo, impone tempi e stacchi, è il tamburo che accorcia gli spazi naturali tra le persone e li accomuna, li avvinghia per il punto-vita, li fa danzare sotto un diffusissimo e affascinante chiaror di luna piena che attraversa il cielo in alto che è basso.





E la magia dei suoni, della voce, dei ritmi, degli strumenti evoca altre terre, altri spazi, della mente e del corpo, stiamo sorvolando i lidi delle nostre coste a Sud, ci inerpichiamo lungo sentieri che arrivano dritti in assolate aie stracolme di gioia, di vita e sentimento. Siamo inebriati. Tutti. In estasi. E i corpi sono vivi, rispondono alle sollecitazioni delle melodie ritmiche di MUS come farebbe un gruppo di ragazzini festosi al richiamo di una trombetta di gelataio che arrivi da lontano.


Beh, la notte è ormai alle porte, si parla di tornare a casa, ma, forse, stasera, davvero, non siamo stati proprio al DIFUORI, ma in un posto dove si sono incontrate, per sposarsi assieme,  armonie, passati e presenti, e così tanti corpi che ora, alla fine, si riconoscono in uno solo che, anche se per una sera soltanto, ma tornerà sicuramente anche domani a farsi sentire, per arricchirci di emozioni forti e positive, quelle che passano ora attraverso la pelle.


Grazie, Gianmaria e Marina per il vostro amore, la vostra poesia e la vostra cultura popolare.

Grazie Piera per tutto il tempo che passi in cucina tra le ambasce di cui ti fai carico per soddisfare i diversi gusti dei nostri amici

Grazie Marco per l’aiuto insostituibile che non manchi mai di offrire alla riuscita delle nostre serate.

Grazie, primus-inter-pares, al nostro sempre numerosissimo pubblico che ci dà tante belle emozioni e dolci soddisfazioni. Siete il miglior pubblico in giro per la Penisola, ve l'ho già detto...?

Grazie a Benvenuto per le bellissime e appassionate foto (“purtroppo non ho la macchina fotografica dietro ma solo il telefono, perché non ero preparato a fare foto stasera, ma alla fine mi son lasciato coinvolgere….”.


E così anche le nostre fatiche  passano in secondo piano, felici noi di poter offrire, com'è sempre nelle nostre intenzioni, Bellezza e Passione, per lo stare bene assieme.

Alla prossima!


PS: A conclusione del report, trovate qui sotto anche una poesia che un nostro amico di Livorno, presente alla serata, ha scritto, pensiamo, tornando a casa o prima di riposare nella notte, dopo questo concerto. Grazie Paolo, per avercela trasmessa via-whatsapp.



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