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MUSICA D'AUTORE. Sono solo canzonette, oppure a volte c'è dell'altro

Il ministro Matteo Salvini al Festival di De André e le parole del cantautore genovese nel 1973

Sui recentissimi fatti accaduti al Festival dedicato a Fabrizio De André nella sua villa in Sardegna, noi non esibiamo saccenteria e giudizi precostituiti d'alcun tipo. Ci limitiamo a ri-pubblicare un estratto del testo di una delle canzoni del cantautore genovese presente sull'album del 1973, "Soria di un impiegato"



NELLA MIA ORA DI LIBERTÀ (1973)

 

Di respirare la stessa aria

Di un secondino non mi va

Perciò ho deciso di rinunciare

Alla mia ora di libertà

 

Se c’è qualcosa da spartire

Tra un prigioniero e il suo piantone

Che non sia l’aria di quel cortile

Voglio soltanto che sia prigione

 

…

 

Certo bisogna farne di strada

Da una ginnastica d’obbedienza

Fino ad un gesto molto più umano

Che ti dia il senso della violenza

 

Però bisogna farne altrettanta

Per diventare così coglioni

Da non riuscire più a capire

Che non ci sono poteri buoni

 

…

 

Hanno insegnato la meraviglia

Verso la gente che ruba il pane

Ora sappiamo che è un delitto

Il non rubare quando si ha fame

 

…

 

State a sentire sulla porta

La nostra ultima canzone

Che vi ripete un’altra volta

Per quanto voi vi crediate assolti

Siete per sempre coinvolti

 

Per quanto voi vi crediate assolti

Siete per sempre coinvolti

 

 

FABRIZIO DE ANDRÉ

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